Marcatori: 31’pt Corazza, 43′ Lunetta, 8’st Corazza, 39′ Lunetta.

Reggina: Turati; Lakicevic, Loiacono, Regini, Di Chiara; Ricci (Cortinovis), Bianchi (Laribi), Crisetig, Bellomo (Gavioli); Galabinov (Rivas), Montalto (Denis).  All.: Aglietti
Alessandria: Pisseri; Prestia (Di Gennaro), Benedetti, Parodi; Chiarello (Bruccini), Pierozzi, Ba (Casarini), Milanese, Lunetta; Kolaj (Palombi), Corazza (Arrighini). All.: Longo.

Arb.: Camplone (Barone-Vigile_Di Cairano / var  Paterna-Di Vuolo)

C’è da commentare qualcosa sull’ultima prestazione della Reggina o di quel che sta rimanendo? Di questi tempi, lo scorso anno ci si stava avviando a battere il record storico di sconfitte subite nel girone di andata; adesso si è superato anche quello delle sconfitte consecutive. D’accordo che si è vinto un campionato di serie C, ma se quello in atto è un nuovo corso della società amaranto, allora forse si sta cominciando un po’ troppo presto a rimpiangere i vecchi.
“Sono tutti bravi giocatori, non penso che in un mese siano diventati tutti scarsi, hanno un ottimo allenatore, un ds che fino a qualche settimana fa aveva costruito una squadra importante: non si può perdere equilibrio in così poco tempo”. Le parole del tecnico dell’Alessandria nel dopo gara sintetizzano lo statu quo. Parlare di calcio è impossibile, perché nulla di quanto sta accadendo ai colori amaranto può avere a che fare col pallone: è evidente che, al di là della fragilità tecnica, ci siano situazioni extra campo sconosciute ai più, facilmente immaginabili, che hanno portato a questo.
Al momento in cui stiliamo queste note non ci sono notizie sull’esito del conclave notturno nei piani alti della società, che avrà enormi difficoltà ad agire perché consapevole che l’intervento più rapidamente eseguibile, ovvero l’esonero di mister Aglietti, sarebbe soltanto un’inutile foglia di fico che lascerebbe scoperto tutto il resto. Probabilmente se ne saprà di più all’appropinquarsi della conferenza stampa di ripresentazione del ‘nuovo’ direttore generale della società, Vincenzo Iiriti, che, a due anni e mezzo di distanza, succede a sé stesso dopo i vari Gianni, Tempestilli e Mangiarano.
Della partita, o di quel che è stato, non c’è nulla dire, se non il piacere (poi dispiacere) di aver rivisto Simone Corazza che, al di là della doppietta (avrebbe segnato chiunque), ha fatto ricordare (ai tanti che avevano approvato la sua cessione frettolosa) che forse sarebbe stato preferibile ai vari Charpentier, Lafferty, Okwonkwo, Petrelli, Vasic.A parte la non prestazione, due momenti hanno tuttavia caratterizzato la serata. Dopo l’intervallo, la squadra è ritornata in campo con congruo anticipo e nella stessa formazione iniziale, e alla fine, mentre buona parte dei giocatori stava rientrando negli spogliatoi, tutti, allenatore compreso (non era mai accaduto prima) sono andati verso la curva sud, abbandonata dal tifo organizzato alla terza rete. Ognuno può avere una chiave di lettura. Quella di chi scrive è che si sia trattato di un segnale di assunzione di responsabilità rispetto ad una situazione che, in qualche modo, stanno subendo: peccato, però, che le conseguenze ricadano unicamente addosso agli appassionati di fede amaranto.
A seguire il commento sulla gara, che non è possibile fare per l’assenza del soggetto (la partita, appunto), avrebbero dovuto esserci le pagelle: dopo la sconfitta di Benevento, però, è stato deciso di dare il giudizio su ogni calciatore senza voto; stavolta si potrebbe dare il voto, ma senza giudizio. Come un tempo a scuola, quando dopo un compito si consegnava all’insegnante il foglio in bianco: 1.