Una nuova Sanità territoriale che preveda una struttura a rete (basandosi su esperienze e percorsi già compiuti in passato) comprendente un nodo di coordinamento, nuclei operativi aziendali nonché gruppi operativi specialistici e di ricerca nelle università e nelle agenzie di protezione ambientale con competenze e compiti specifici, tra cui le attività dei registri Patologia e Tumori; questo, in sostanza, è il baricentro in cui ruotano le proposte di riorganizzazione del sistema sanitario regionale calabrese ed anche di quello nazionale, contenute nel saggio medico-sindacale Declinazione di un biologo nella Sanità calabrese della dottoressa Filomena Zappia, presentato ieri a Locri (Rc) presso la biblioteca “G. Incorpora” con la partecipazione, oltre all’autrice, anche del segretario generale CISL FP Calabria Luciana Giordano e di Giuseppe Rubino, segretario provinciale dell’UST CISL Reggio Calabria.
“Vorrei intanto che rimanesse traccia del lavoro che abbiamo già svolto dimostrando grande competenza – ha esordito la dottoressa – ed un grande ringraziamento va, tra gli altri, al dott. Antonio Mammì e a Giuseppe Fazzari. Da diversi anni, ormai, la Sanità si sta dimostrando il nervo scoperto tra le maglie della politica e, per chi fa parte della governance, dovrebbe essere una garanzia di cure mediche in tempi brevi, servizi sanitari efficienti e soprattutto umanità e competenze serie, mentre per quanto riguarda le opposizioni, non può valere sempre il mantra del “tanto peggio, tanto meglio”, buono solo a generare polemiche, ma bisognerebbe puntare di più su proposte concrete e sinergia con le altre parti (tutte) e le componenti del territorio“.
“Affermiamo, come CISL, che si possano prevenire diverse criticità partendo dall’esempio e dal lavoro forniti dal 2001 dalla vecchia equipe della dottoressa – ha aggiunto il segretario Giordano – per combattere quelle posizioni decisionali che frenano la sanità regionale“, “e le parole chiave – ha fatto eco Rubino – devono essere ‘gestione’ e ‘controllo’ creando una sinergia tra i vari aspetti sindacali, professionali, politici ed antropologici“.
“Il territorio va riorganizzato completamente – ha proseguito la Zappia – sono stati effettuati tagli e chiusure allontanando molti medici soprattutto dalle zone interne della Locride. Ma noi riteniamo necessaria anche un’accurata formazione dei medici di base, dato che ormai operano nelle guardie mediche soggetti senza più adeguate competenze, altrimenti i PS continueranno ad essere presi d’assalto anche per le stupidaggini che molti pazienti potrebbero risolvere serenamente nel luogo di residenza senza doversi recare molto lontano da casa. Per esempio, Bianco o Bovalino potrebbero rivelarsi dei punti di snodo per i cittadini dei loro circondari istituendoci delle guardie mediche, mentre ci permettiamo di insistere sulle competenze in quanto l’elaborazione dei dati nelle reti territoriali necessitano proprio di soggetti altamente preparati i quali, una volta effettuata l’elaborazione, mettano subito i risultati a disposizione dei governanti, altrimenti ad una programmazione cieca seguono unicamente risultati a casaccio che non possiamo più permetterci di questi tempi; insomma, in definitiva i nostri professionisti devono tornare ad essere attrattivi e non dispersivi“.