
All’attenzione del Signor Comandante della Polizia Locale di Reggio Calabria
Esimio Comandante,
dopo oltre 40 anni di patente ho ricevuto una multa nella mia città per divieto di sosta.
Nulla di straordinario: dovrei ritenermi fortunato, ma forse anche bravo per non essere incappato prima in alcuna infrazione al codice della strada.
Il divieto mi è stato contestato in un tratto di strada, quello di viale Calabria adiacente al centro commerciale le Ninfee, dove io, e ovviamente non sono il solo, ho sempre parcheggiato, senza alcun intralcio alla circolazione, ritenendo di essere in regola fin da quando è stato aperto il viale al traffico, circa 45 anni fa.
Nella contestazione era scritto che in quel tratto è presente la segnaletica verticale di divieto: mai notata. Vado a verificare e scopro, letteralmente, che il segnale è quasi totalmente nascosto tra altri cartelli. Per vederlo, bisogna andare a cercarlo.
Proprio ciò che hanno fatto i suoi vigili. Non si chiede, anche se sarebbe opportuno, che chi è deputato a questo compito sia dotato di buon senso; magari riceve pure ordini di sanzionare, giustamente, le infrazioni al codice della strada. Ma quando, ed è questo il caso (e, a quanto pare, non è l’unico), si va alla ricerca delle infrazioni, viene da pensare se l’obiettivo sia davvero quello di far rispettare il codice della strada perché così si favorisce la collettività.
Tra l’altro, tra notifiche varie l’importo risulta aumentato del trenta per cento rispetto alla cifra da pagare.
Pagherò, non farò ricorso, anche se probabilmente verrebbe accolto; e per dimostrarle quanto detto, osservi la foto scattata dalla stessa visuale dell’automobilista che transita.
P.S.: Forse chi parcheggia su viale Calabria dovrebbe essere addirittura incentivato, perché protegge i veicoli in transito dal pericolo per la presenza sulla carreggiata delle radici degli alberi…
Con i migliori saluti,
Antonello Placanica
