Al termine del pirotecnico 5-2 contro il Ragusa al Granillo, Michele Guida si presenta in sala stampa da assoluto protagonista di giornata. Con due reti e un assist a referto, l’attaccante amaranto ha spinto la squadra di mister Marchionni verso tre punti fondamentali per ripartire dopo il pareggio di Favara.
L’analisi dell’attaccante amaranto evidenzia il peso specifico del Granillo: tra la foga degli avversari e la gestione dei momenti, la Reggina punta sulla superiorità tecnica per spaccare le partite
Le parole di Michele Guida nel post-gara di Reggina-Ragusa fotografano con estrema lucidità la dinamica tattica e psicologica che gli amaranto si trovano ad affrontare in ogni appuntamento casalingo. Giocare al Granillorappresenta un’arma a doppio taglio se da un lato la spinta del tifo reggino garantisce una spinta ambientale paragonabile a un “dodicesimo uomo”, dall’altro trasforma lo stadio di casa in un palcoscenico dove le compagini avversarie arrivano con motivazioni raddoppiate, pronte a gettare il cuore oltre l’ostacolo e ad alzare l’intensità agonistica.
L’inizio di gara contratto sottolineato dal numero 10 amaranto è la diretta conseguenza di questa pressione: gli avversari tendono a “battagliare” nei primi metri di campo, aggressivi sui portatori di palla per spezzare le fonti di gioco di mister Marchionni. È qui che la lettura di Guida diventa fondamentale. La Reggina ha dimostrato che per vincere questo tipo di partite non serve accettare la rissa agonistica a ritmi forsennati per tutti i novanta minuti, bensì saper soffrire nei momenti di pressione per poi far emergere la netta superiorità del tasso tecnico.
La qualità delle giocate individuali è testimoniata proprio dalla prestazione di Guida, capace di spaccare la difesa siciliana con giocate decisive: due reti e un assist diventano l’elemento fondamentale per scardinare i blocchi difensivi. Quando il ritmo degli avversari inevitabilmente cala, la gestione della palla e il cinismo sotto porta permettono agli amaranto di prendere il largo, come evidenziato dal pesante 5-2 finale. La strada verso la continuità passa proprio da questa maturità: accettare l’impatto fisico iniziale per poi punire con la classe dei singoli a lungo andare.
“Tutte le squadre che vengono al Granillo ci mettono qualcosa in più, vengono a battagliare, ma a lungo andare la nostra qualità può fare la differenza”, ha dichiarato l’attaccante amaranto”.
Dall’infortunio di Giuliano Alma alla risposta dopo Favara: Guida incarna lo spirito di rivalsa amaranto tra duttilità tattica e mentalità vincente
L’analisi di Michele Guida tocca le corde emotive e tattiche dell’intera partita contro il Ragusa, evidenziando innanzitutto la capacità della rosa amaranto di compattarsi di fronte all’imprevisto. Il riferimento allo stop sfortunato di Giuliano Alma nei primi minuti di gara richiama l’attenzione sulle rotazioni offensive di mister Marchionni: il tridente iniziale aveva un preciso piano di gara, ma la flessibilità del gruppo ed il farsi trovare pronti da parte di chi subentra o cambia mansione in corsa si sono rivelate le vere chiavi di volta del match.
C’è poi l’aspetto psicologico, legato a doppio filo all’eredità del pareggio di Favara. La delusione per il punto raccolto nel turno precedente avrebbe potuto generare ansia da prestazione o scorie negative, come testimoniato dall’avvio “contratto” mostrato dalla squadra nei primi minuti. Tuttavia, la consapevolezza di non aver mai perso e la lucidità nel gestire i momenti del match hanno permesso alla Reggina di sciogliersi dopo il gol del vantaggio, dilagando con 5 reti complessive. La dichiarazione di Guida conferma come la maturità di questo gruppo passi proprio dalla gestione delle pressioni: trasformare i passaggi a vuoto e gli imprevisti in fame di riscatto sul campo.
“Oggi abbiamo iniziato a tre attaccanti, purtroppo Giuliano è stato sfortunato. Io cerco di farmi trovare pronto; dopo Favara eravamo delusi per il pari, ma non avevamo perso. Conta soprattutto farsi trovare pronti: inizialmente eravamo contratti, poi l’abbiamo sbloccata ed è andata bene”.

