Nella giornata odierna (19/05/2026), la Corte di Giustizia Tributaria ha emesso una sentenza fondamentale per il futuro del club granata, smontando di fatto la tesi d’accusa più grave avanzata dall’Agenzia delle Entrate. Il fulcro della decisione ruota attorno alla differenza tra frode e imprudenza.

Cosa ha stabilito il Giudice Tributario?
La controversia riguardava alcune compensazioni di crediti fiscali tramite modello F24 effettuate dalla società. L’Agenzia delle Entrate aveva contestato le operazioni ipotizzando il dolo e una vera e propria strategia fraudolenta.

I giudici hanno ribaltato questa impostazione:

Nessun dolo o frode: nella condotta del Trapani non sono stati riscontrati elementi decisivi che dimostrino una volontà di frodare il fisco.
Accertata la sola imprudenza: al club è stata imputata esclusivamente una colpa per “omessa vigilanza”. In sostanza, la società avrebbe dovuto verificare con maggiore rigore la solidità dei soggetti esterni che gestivano quelle operazioni. L’impatto e il duro sfogo di Valerio Antonini: “Sul piano strettamente tributario, l’esclusione della frode ha portato a un pesante dimezzamento delle sanzioni economiche. Ma è sul fronte sportivo che si giocherà la partita più importante”.

Durante la stagione, proprio a causa degli atti di riscossione emessi dal fisco, il Trapani ha subito una pesantissima catena di sanzioni da parte delle federazioni sportive: ben 25 punti di penalizzazione complessivi per la squadra di calcio e addirittura l’esclusione dalla Serie A per la squadra di basket (il Trapani Shark).

Il presidente Antonini, visibilmente commosso dopo la pubblicazione del dispositivo, ha annunciato battaglia legale immediata contro la FIGC e la FIP:

“Finalmente qualcuno scrive a caratteri scatolari che non c’erano prove per attribuirmi un dolo verso l’Agenzia delle Entrate. Se l’atto originario del maggio 2025 era nullo perché fondato sulla tesi della frode, lo sono anche tutte le penalizzazioni sportive nate da esso. Adesso le federazioni ci devono ridare tutto: vogliamo la riammissione immediata del Trapani Calcio in Serie C e del Trapani Shark in Serie A di basket, oltre ai danni”.

I legali del club sono già al lavoro per presentare i ricorsi e, se necessario, procedere dritti verso il TAR sfruttando questa sentenza di merito come un vero e proprio grimaldello per annullare i verdetti della giustizia sportiva.

LA SPIEGAZIONE IN MODO SEMPLICE E DETTAGLIATA DELL’ESPERTO GIORNALISTA DELLA GAZZETTA DELLO SPORT NICOLA BINDA:

“Oggi sono arrivate altre due sentenze sul caso Trapani, e siccome mi state scrivendo in tanti è giusto fare chiarezza.

La Corte di Giustizia Tributaria ha in sostanza confermato che il Trapani è stato truffato un anno fa quando ha acquistato crediti d’imposta rivelatisi fasulli. La stessa sentenza era già arrivata anche per il Brescia, vittima dello stesso problema. La sostanza, a livello sportivo, però non cambia: i pagamenti contestati (truffa o no) non sono stati corretti e quindi la penalizzione resta. Il Trapani potrà rivalersi (come il Brescia) solo su chi l’ha truffato.

Invece il Collegio di garanzia del Coni ha respinto l’ennesimo ricorso contro 5 punti di penalizzazione e le varie ammende e inibizioni ai dirigenti. Probabilmente di ricorsi ne seguiranno altri, ma questa sentenza del Coni sembra proprio chiarificatrice (semmai ce ne fosse ancora bisogno).”

Quali sono i prossimi passi legali e i ricorsi al TAR che il Trapani di Antonini intende avviare contro le federazioni sportive?

Dalla sentenza della Corte di Giustizia Tributaria, che ha escluso il dolo e la frode fiscale, la strategia legale impostata da Valerio Antonini e dai suoi legali si muoverà su due binari paralleli ma strettamente connessi: completare l’iter della giustizia sportiva e, subito dopo, impugnare tutto davanti al TAR del Lazio.

Nel diritto sportivo italiano vige infatti il principio della “pregiudiziale sportiva”: non si può andare al TAR senza aver prima esaurito tutti i gradi di giudizio interni al CONI.

Ecco quali sono i prossimi passi e la strategia per ribaltare le sanzioni.

1. I ricorsi pendenti al Collegio di Garanzia dello Sport (CONI)
Prima di varcare la soglia del tribunale amministrativo, i legali del Trapani stanno portando a termine l’ultimo grado della giustizia sportiva.

Per il Trapani Shark (Basket): sono stati già depositati i ricorsi formali contro le decisioni della Corte Federale d’Appello della FIP, che avevano confermato i punti di penalizzazione e l’inibizione ad Antonini. L’obiettivo immediato è far accogliere questi ricorsi dal Collegio di Garanzia inserendo la sentenza tributaria come “fatto nuovo e decisivo”.
Per il Trapani Calcio: Parallelamente, si stanno impugnando i deferimenti e le penalizzazioni nate dalle contestazioni della Procura Federale della FIGC.
L’argomentazione dei legali è lineare: se l’atto originario dell’Agenzia delle Entrate (maggio 2025) presupponeva una frode che il giudice tributario ha invece dichiarato inesistente, crolla l’impalcatura d’accusa basata sulla “violazione dei doveri di lealtà e correttezza e sugli obblighi dichiarativi” che ha portato alle sanzioni.

2. Il ricorso al TAR del Lazio
Una volta ottenuto il pronunciamento definitivo del CONI (o in caso di rigetto), la vera battaglia si sposterà al TAR del Lazio (competente in via esclusiva per i contenziosi di giustizia sportiva di rilevanza amministrativa).

Gli avvocati di Antonini punteranno su tre punti cardine:

Istanza di sospensiva d’urgenza: verrà chiesta una misura cautelare monocratica (un decreto d’urgenza del Presidente del TAR) per congelare gli effetti delle sanzioni sportive, in particolare l’esclusione dal campionato di Serie A del Trapani Shark e i blocchi legati al Trapani Calcio, al fine di bloccare la programmazione della nuova stagione sportiva 2026/2027.
Difetto di presupposto e travisamento dei fatti: Si dimostrerà al giudice amministrativo che le federazioni (FIP e FIGC) hanno sanzionato il club basandosi su un accertamento fiscale errato e non definitivo dell’Agenzia delle Entrate, violando il principio di proporzionalità.
Richiesta di Riammissione nei ranghi: Il Trapani chiederà formalmente la reintegrazione nei rispettivi campionati di competenza (Serie C per il calcio, Serie A per il basket), sostenendo che la società sia stata vittima di provvedimenti punitivi sproporzionati rispetto alla reale condotta (che il giudice ha derubricato a semplice “imprudenza” o “omessa vigilanza” su terzi).

3. La maxi-richiesta di risarcimento danni:
Questo è il punto su cui Antonini sta spingendo con più forza. Se il TAR dovesse accertare l’illegittimità dei provvedimenti delle federazioni, il club avvierà un’azione civile per un risarcimento milionario.

Le voci di danno quantificabili includono:

La perdita dei diritti televisivi e degli sponsor legati alla Serie A di Basket e alla Serie C di Calcio.
Il deprezzamento del valore del parco giocatori (molti dei quali svincolati d’ufficio dopo l’esclusione).
Il danno d’immagine per la società e per lo stesso Antonini (colpito da inibizioni pluriennali).

I legali si dicono pronti a portare la battaglia fino al Consiglio di Stato se FIP e FIGC faranno muro, convinti che la cancellazione della parola “frode” da parte del fisco costringerà lo sport a fare un totale passo indietro.