Tra i grandi protagonisti del successo per 5-2 della Reggina contro il Ragusa c’è senza dubbio Simone Franchini. Entrato dalla panchina, il centrocampista amaranto ha firmato una prestazione di alto livello trovando subito la via del gol, per poi raccontarsi a tutto tondo in sala stampa, dall’infortunio al rapporto con mister Marchionni, fino alla scelta del cuore.
Dall’infortunio alla rincorsa della forma migliore: Franchini analizza i freni del passato per rilanciarsi e trascinare la Reggina.
Nelle parole di Franchini c’è la fotografia limpida di un calciatore in cerca di continuità e riscatto dopo un periodo condizionato dagli infortuni. Il rientro graduale dall’infortunio muscolare, avvenuto in occasione del match di Coppa Italia, ha segnato l’inizio di un lavoro costante sul campo; il centrocampista ha ritrovato la condizione atletica ideale e ora punta solo a riassorbire il ritmo partita attraverso il minutaggio e le scelte di mister Marchionni.
Al contempo, il suo è un bilancio professionale estremamente lucido. Riconoscere come i guai fisici e il basso fatturato realizzativo ne abbiano frenato la crescita in carriera dimostra una maturità rara. Accettare la sfida della Serie D con la maglia amaranto rappresenta proprio quel “passo indietro per farne due avanti”: un’opportunità strategica per ritrovare spazio, alzare il livello delle prestazioni sotto porta e spingere sia la squadra che se stesso verso palcoscenici superiori:
“Ho avuto la lesione muscolare e sono rientrato per la gara di Coppa. Da lì mi sono sempre allenato, poi decide l’allenatore; fisicamente sto bene, devo solo riprendere il ritmo gara”. “Ho pagato la discontinuità, qualche infortunio mi ha un po’ frenato. Tecnicamente mi ha impedito di salire di categoria il fatto di segnare pochi gol: ho fatto un passo indietro per farne due avanti”.
Dalla pressione alta alla gestione dello spogliatoio: Franchini svela le richieste di Marchionni ed esalta la leadership di Laaribi
L’analisi di Simone Franchini offre uno spaccato chiarissimo sia dei principi tattici di mister Marco Marchionni che delle dinamiche umane all’interno del gruppo amaranto. Sul piano del campo, le direttive del tecnico sono precise: aggressione alta, conquista rapida degli spazi e riempimento continuo dell’area di rigore, un atteggiamento propositivo che valorizza l’inserimento dei centrocampisti e la pericolosità offensiva della squadra.
Ma è sul piano dello spogliatoio che le parole di Franchini toccano l’aspetto più profondo, riservando un sincero ed esplicito elogio a Mohamed Laaribi. Definire “Momo” un leader naturale e un “capitano vero” evidenzia quanto il centrocampista sia un punto di riferimento imprescindibile per carisma, presenza e senso d’appartenenza.
Un passaggio toccante riguarda il gesto della fascia di capitano lasciata a Rosario: una scelta di grande umiltà e rispetto istituzionale che testimonia la maturità del gruppo. In un contesto competitivo in cui l’egoismo rischia spesso di prevalere, un atto del genere dimostra come in casa amaranto la coesione e l’unione d’intenti vengano prima dei personalismi, creando le fondamenta umane necessarie per puntare ai traguardi più ambiziosi.
“Lui ci chiede di attaccare lo spazio e l’area, o comunque di pressare alti. Siamo un gruppo molto compatto: Momo è un leader, un capitano vero, ma ha voluto lasciare la fascia a Rosario”.
Una scelta di cuore per vincere insieme
Le parole di Simone Franchini svelano il retroscena umano e sentimentale che lo ha riportato a indossare la maglia amaranto. L’attesa di una chiamata da parte della Reggina e la decisione condivisa in famiglia testimoniano un legame profondo con l’ambiente e con la città, lontanissimo da una semplice scelta di carriera. Il suo “quest’anno non possiamo sbagliare” è la sintesi perfetta dell’assunzione di responsabilità di un giocatore che sente l’importanza della maglia trasformando questo attaccamento in motivazione pura per riportare la Reggina dove merita.
“Avevo detto alla mia ragazza che magari aspettavo una chiamata dalla Reggina, poi è arrivata davvero e con lei ho deciso di tornare. Quest’anno non possiamo sbagliare, la Reggina è la piazza che è sempre rimasta nel cuore”.
L’autocritica e l’ambizione del centrocampista amaranto: la scelta di Reggio Calabria come trampolino di lancio per superare i freni del passato e ritrovare la continuità sotto porta
Nelle parole di Simone Franchini emerge un’autocritica lucida e priva di alibi, qualità rara nel calcio moderno. L’analisi della propria carriera passa attraverso la consapevolezza dei fattori che ne hanno condizionato l’ascesa: da un lato, la sfortuna legata ai guai fisici e alla discontinuità d’impiego, dall’altro, la necessità di incrementare il proprio fatturato realizzativo, elemento chiave per compiere il salto di categoria.
La frase “ho fatto un passo indietro per farne due avanti” sintetizza perfettamente il senso della sua avventura in amaranto. Accettare la piazza di Reggio Calabria in Serie D non rappresenta un ridimensionamento, bensì un’opportunità strategica per rilanciarsi da protagonista assoluto all’interno di un progetto ambizioso. Il gol firmato nel 5-2 al Ragusa non è soltanto un sigillo personale, ma la dimostrazione pratica di come la fame di riscatto del singolo possa trasformarsi in un fattore determinante per le ambizioni di vertice della Reggina.

