Si è bruscamente interrotta la serie di cinque risultati utili della Reggina, e nella maniera peggiore: davanti ai propri tifosi e contro gli ‘odiati’ rivali, sportivamente parlando, del Cosenza. Una battuta d’arresto inopinata quella di martedì, considerato che gli amaranto erano in un buon momento anche sotto il profilo morale, mentre i rossoblu, partiti con velleità di alta classifica, stazionavano nei bassifondi, senza aver ancora ottenuto una vittoria e, nel tentativo di dare una scossa all’ambiente, reduci da un avvicendamento in panchina. Tra l’altro, da ben 58 anni il Cosenza era costretto a ritornare dallo Stretto senza il gusto della vittoria.
La sconfitta sopisce quel principio di euforia che, un po’ avventatamente, stava montando nell’ambiente amaranto; ma ora è importante capire quale sarà la reazione della squadra, attesa sabato prossimo da un difficile impegno sul campo del Trapani, pronosticato come una delle favorite. Probabilmente il pareggio sarebbe stato l’esito più giusto, ma il successo degli ospiti è stato altrettanto legittimo. Il neo tecnico rossoblu Braglia ha rivoluzionato la formazione rispetto al suo esordio al ‘Marulla–San Vito’ di sabato, quando aveva rimediato una sconfitta. Ma anche Maurizi ha cambiato un po’ le carte, snaturando il gioco della squadra, ed alla fine le sue scelte si sono rivelate negative. Nel dopo partita, il tecnico amaranto le ha motivate col fatto che alcuni giocatori non si fossero ancora ripresi dalle fatiche psicofisiche della gara col Francavilla.

La partita

Fin da subito è stato chiaro l’intento del Cosenza di fare di tutto per portare a casa un risultato positivo, soprattutto per il morale: difesa a tre, più spesso a cinque, e due punte a complicare agli avversari il palleggio in fase difensiva. La Reggina, forse presuntuosamente, si è adeguata allo schieramento degli avversari, con un centrocampo votato più all’interdizione che alla costruzione e con Porcino come seconda punta, privando di fatto la squadra del suo apporto.
Primo tempo noioso, col Cosenza che ha coperto diligentemente tutti gli spazi pronto a ripartire e la Reggina che ha manovrato senza verve e con molta difficoltà ed imprecisione, facilitando il compito agli avversari intruppandosi nella zona centrale ed incapace di offrire palloni giocabili agli attaccanti. Poco da segnalare, se non un tiraccio del cosentino Corsi che ha sfiorato l’incrocio, un’iniziativa (l’unica della gara) di Porcino che ha lisciato davanti al portiere ed una punizione da 25 metri di Fortunato di pochissimo sulla traversa. Nella ripresa, i rossoblu sono ripartiti con un piglio diverso, stazionando stabilmente nella metà campo degli amaranto, che hanno faticato a far ripartire l’azione.
Poco dopo un salvataggio miracoloso di Gatti, che sulla linea di porta ha ribattuto un tocco a colpo sicuro di Baclet, il Cosenza è passato in vantaggio con un’invenzione dal limite dell’area di Mendicino, liberatosi con facilità da Gatti, che ha confermato ancora una volta le sue difficoltà in marcatura, ed ha battuto Cucchietti, poco reattivo nell’occasione. Ci sarebbe stato il tempo per riparare e Maurizi ci ha provato utilizzando le cinque sostituzioni a disposizione, ma la scarsa lucidità amaranto ha prodotto solo qualche mischia, una delle quali ha portato la Reggina ad un passo dal pareggio, con Perina che si è ritrovato addosso un pallone scagliato da Sparacello da pochi metri. Bravo infine il portiere amaranto ad evitare il raddoppio con due interventi decisivi a tu per tu con gli attaccanti avversari.

REGGINA – COSENZA 0-1
Marcatore: 10’st Mendicino.

REGGINA: Cucchietti; Laezza, Di Filippo (Pasqualoni), Gatti, Solerio (Bezziccheri); Mezavilla, Garufi (Marino), Fortunato (Sparacello), De Francesco; Sciamanna (Silenzi), Porcino. All.: Maurizi
COSENZA: Perina: Corsi, Idda, Dermaku, Pinna, D’Orazio (Pascali); Bruccino, Loviso (Statella), Calamai; Mendicino (Mungo), Baclet (Tutino). All.: Braglia
Arb.: Massimi (Guglielmi-Colizzi)

Alcuni momenti del derby

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