“U classicu” (come viene comunemente chiamato in Calabria il derby tra i due club più prestigiosi della Regione, n.d.r.) è andato alla Reggina: il Catanzaro è costretto a rinviare ancora l’appuntamento con la vittoria a Reggio, che manca da 59 stagioni. Un derby non particolarmente bello dal punto di vista del gioco, anche se i tre gol sono stati tutti di ottima fattura, ma combattuto, spigoloso e, in alcuni frangenti come nel recupero finale, entusiasmante. Come ci si poteva aspettare, la replica, quattordici giorni dopo la coppa Italia, è stata tutt’altra gara: solo l’esito finale, la vittoria amaranto, si è ripetuto. Una Reggina con quattro novità in formazione rispetto all’esordio di Rende: la coppia centrale difensiva, Di Filippo e Gatti, l’esordio dell’ex Catanzaro Pasqualoni al posto dell’indisponibile Laezza, e il ‘figliol prodigo’ Bianchimano al centro dell’attacco. Lo schieramento ha ricalcato quello standard, ma con Mezavilla vertice basso del rombo di centrocampo, De Francesco a sinistra e Tulissi dietro le punte. Il Catanzaro ha riproposto il 4-3-3, stavolta privo per infortunio dell’attaccante Infantino.
La squadra amaranto ha fatto tesoro delle imperfezioni emerse nella precedente esibizione in Coppa, evitando di dare spazi al contropiede giallo rosso. Gli uomini di Erra hanno occupato tutte le zone del campo, aspettando di colpire appena possibile, e facendo ‘sentire’ la loro presenza con un atteggiamento quasi intimidatorio, ma senza travalicare i limiti, fin dalle prime battute: la sensazione è che, consapevoli della loro superiorità tecnica, avessero la convinzione di riuscire a far propria la gara.

La partita

Neppure il tempo di far accomodare i quattromila presenti tra gli spalti del Granillo (pochi, considerati l’esordio e il derby) che la Reggina ha subito suonato la sveglia con un tiro al volo da fuori di Mezavilla respinto da Nordi. Lunga fase di studio reciproco, interrotto da una semi rovesciata di Onescu ben deviata da Cucchietti e da un tiro alto di poco del reggino ed ex amaranto Puntoriere. Nel frattempo De Francesco è stato costretto ad uscire colpito duro ad una caviglia. La gara si è accesa al 36’ con la rete del vantaggio amaranto: un caparbio Tulissi, dalla sinistra, ha messo a centro area un pallone sul quale tra i difensori avversari si è avventato al volo Sciamanna, che così ha forse cancellato le streghe di Rende. Nulla di particolare sino al duplice fischio, a parte una violenta punizione di Bianchimano che ha sorvolato la traversa.
Ritmi non elevati ad inizio ripresa, ma il Catanzaro ha cominciato a guadagnare campo costringendo la Reggina nelle retrovie. Al 7’, da una punizione dubbia dal limite, è arrivato il pareggio ospite: Benedetti ha indovinato una traiettoria a giro che si è insaccata quasi all’incrocio dei pali. Adesso il pallino della gara è passato ai giallo rossi, che si sono resi pericolosi con qualche pallone vagante nell’area e un tiro cross di Puntoriere deviato dal vento. Ma ecco, al 25’, quello che in pochi si aspettavano: seguendo i dettami del tecnico Maurizi, che pretende che la sua squadra tenga palla per sfiancare gli avversari, la Reggina ha avviato dal portiere una lunga azione con una teoria ininterrotta di dieci passaggi, finché Mezavilla non ha illuminato la scena con un passaggio in verticale che ha fatto fuori la difesa giallo rossa e messo Porcino in condizioni di battere Nordi con un tocco rasoterra. Una sorta di replica della rete realizzata al Messina alla seconda giornata dello scorso torneo.
Il Catanzaro, visibilmente colpito, non ha neanche il tempo di riorganizzarsi che è costretto all’inferiorità numerica per l’espulsione di Marchetti, subentrato da pochi minuti, per un’entrata scomposta su Bianchimano. La stanchezza ha poi cominciato a prendere il sopravvento, con Erra che ha utilizzato le cinque sostituzioni a disposizione, e, a parte qualche timido contropiede amaranto ed un pallone pericolosamente vagante in area reggina, la gara sembrava avviarsi alla conclusione senza scossoni. Fuochi d’artificio, invece, per due volte durante il recupero: approfittando delle ormai consuete amnesie amaranto a ridosso del fischio finale, il Catanzaro si è reso pericoloso con un colpo di testa del neo acquisto Anastasi che un prodigioso volo del portiere reggino ha mandato contro la traversa, strozzando il grido di gioia dei quattrocento rumorosi tifosi giallo rossi, e con un tiro dal limite di Kanis tolto da sotto la traversa da un sontuoso Cucchietti. Il liberatorio triplice fischio ha dato il via ai festeggiamenti in casa amaranto, anche da parte della Curva Sud rimasta in silenzio per l’intera gara per protestare contro le misure restrittive nei confronti di alcuni tifosi.

 

Reggina-Catanzaro: 2-1

Marcatori: 36’pt Sciamanna, 7’st Benedetti, 25’ Porcino.

Reggina: Cucchietti; Pasqualoni, Di Filippo, Gatti, Porcino; Mezavilla, Marino (Garufi), De Francesco (Fortunato), Tulissi; Bianchimano, Sciamanna (Solerio). All.: Maurizi.

Catanzaro: Nordi; Gambaretti, Sirri (Kanis), Riggio, Imperiale (Marchetti); Onescu, Van Ransbeeck (Maita), Benedetti; Puntoriere (Anastasi), Cunzi (Spighi), Falcone. All.: Erra.

Arb.: Prontera (Marchi-Saccenti)

 

Alcuni momenti del match (tutte le immagini sono di Antonello Placanica)

 

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