Il 2020 conferma la sua fama di annus horribilis, anche per lo scintillante mondo dello spettacolo. A pochissimi giorni dalla morte di Sean Connery, l’universo artistico italiano si trova così a piangere l’improvvisa scomparsa del grande mattatore del teatro, del cinema e della televisione Gigi Proietti. L’indimenticabile “Mandrake” della Settima Arte si è spento per uno scompenso cardiaco nella mattinata di oggi in una clinica romana; ironia della sorte, nel giorno sia del suo ottantesimo compleanno che della commemorazione dei defunti.

Avvocato mancato

Era ironico anche sulla sua data di nascita, Gigi Proietti. “Che dobbiamo fà? La data è quella che è“, chiosava divertito il grande attore, che vide ardere dentro di sé la “fiamma artistica” nel periodo universitario. “I miei ci tenevano alla laurea – aveva raccontato Proietti – ho capito che recitare mi piaceva tantissimo, è diventata la mia vita. Ma per papà non era la scelta giusta, era preoccupato e mi ripeteva: ‘Prendi un pezzo di carta, se piove o tira vento è una sicurezza‘”.
Fortunatamente per il suo pubblico, però, Proietti quel “pezzo di carta” non lo prese mai, lanciandosi a capofitto nello “spietato” mondo dello spettacolo. Gli esordi giovanissimo, negli anni Cinquanta, come comparsa nel film cinematografico diretto da Vittorio Duse “Il nostro campione“. Non mancarono poi esperienze televisive nei Sessanta, come nello sceneggiato “Il circolo Pickwick“, per il quale compose e cantò la sigla finale (Proietti era un amante ed uno studioso di arte spettacolare a tutto tondo: alzi la mano chi non ricorda e non canticchia la simpaticissima “Nun me rompe er cà“). Caso curioso: un giovanissimo Lucio Battisti suonò la chitarra durante le sedute di registrazione del brano. Nei confronti del grande cantautore, Proietti spese nel 2020 parole di assoluta stima: “Non sono stati i mass media a far resuscitare il mito Battisti, ma il suo mito a far risuscitare i mass media“.

Tra cinema, teatro, televisione

La carriera dell’istrionico Proietti fu lunga e costellata di successi ed anche, purtroppo, di qualche immancabile stop. Attore, performer musicale, creatore di talenti, doppiatore: non esisteva impresa che il romano, classe 1940, non avesse portato a compimento con quella naturalezza e quell’umiltà che appartengono solo ai grandi. Nel 1976 arrivò la consacrazione cinematografica con “Febbre da cavallo“, nel quale Gigi Proietti fece conoscere al pubblico lo sfortunato scommettitore di corse equine/indossatore/generico Bruno Fioretti, detto Mandrake“. Tornerà a vestire i panni del simpatico Fioretti nello spassoso sequel del 2002, “Febbre da cavallo – la mandrakata“. Prese parte anche a film importanti, alcuni girati in epoca recente come “Brancaleone alle crociate” (1976), “Un matrimonio” (1978), “La vita è una cosa meravigliosa” (2010). L’ultima performance sul grande schermo è datata 2019, quando decise di prestare volto e talento alla causa di Matteo Garrone, impersonando Mangiafuoco in “Pinocchio“.
Gigi Proietti fu amatissimo anche dal variegato popolo delle fiction televisive, specialmente grazie alla sua interpretazione ne “Il Maresciallo Rocca” al fianco di un’altra grandissima attrice nostrana, Stefania Sandrelli. La serie, partita nel 1996, divenne rapidamente un cult e fece amare Gigi Proietti anche dai più giovani. Prolifica pure la sua attività di doppiatore, durante la quale prestò la voce a personaggi in carne ed ossa così come a protagonisti animati, da Gandalf nella saga “Lo Hobbit” a Rocky Balboa (con il celeberrimo urlo: “Adrianaaa!“), da gatto Silvestro al Genio nella saga animata Disney “Alladin“. Il primo amore del “romanaccio” Proietti rimase, però, sempre il teatro. Attore, regista, scopritore di talenti: il teatro italiano deve tantissimo a Gigi Proietti. Nel 1978, direttore artistico al Teatro “Brancaccio”, Proietti creò un Laboratorio di Esercitazioni Sceniche che contribuì a lanciare numerosi volti noti dello spettacolo nostrano, come Enrico Brignano, Massimo Wertmüller, Giorgio Tirabassi, Francesca Reggiani, Gabriele Cirilli.

Cordoglio

Nell’attesa di vedere come la sua Roma e lo Stivale intero saluteranno con sinceri affetto e gratitudine l’immenso Gigi Proietti i suoi fan, grandi volti del nostro showbiz e politici tributano all’attore di cinema e teatro il proprio affetto tramite i social network. “Con #GigiProietti non se ne va solo uno dei volti più amati dal pubblico, ma anche uno straordinario protagonista della nostra cultura. Oggi ci lascia un genio dello spettacolo che ha saputo divertire e commuovere milioni di italiani. La sua scomparsa addolora tutto il Paese“, ha twittato il Premier Giuseppe Conte; gli fa eco il leghista Matteo Salvini: “L’arte italiana perde oggi uno dei più grandi, un attore straordinario, un poliedrico gigante di bravura e simpatia. Se ne va nel giorno in cui era nato 80 anni fa, nella sua Roma, un ultimo colpo di teatro. Ci mancherà il suo sorriso. Addio Gigi. #gigiproietti“. Raffaella Carrà saluta così Proietti: “Caro Gigi, mentre noi qui piangiamo la tua assenza, tu da lassù con la tua ironia ci guardi con tenerezza . Che Dio ti accolga . Un abbraccio a Sagitta Carlotta e Susanna.#gigiproietti“; per l’attore arriva un attestato di profonda stima persino dall’Arma dei Carabinieri, che commenta dal proprio profilo ufficiale la dipartita dell’indimenticabile “Maresciallo Rocca”: “Hai saputo farci sorridere con tanti personaggi e mille sguardi, espressioni, barzellette. Noi vogliamo continuare a ricordarti così, col volto del Maresciallo Rocca, che hai interpretato con umanità, passione e la giusta dose di ironia. Ciao #gigiproietti“.
Addio, maestro: facci sorridere ancora, da lassù.