Al termine del sofferto recupero di campionato sul campo del CastrumFavara, il direttore sportivo della Reggina, Giancarlo Romairone, è intervenuto ai microfoni di Radio Antenna Febea per analizzare la prestazione della squadra e fare il punto sulle calde dinamiche di calciomercato.
L’analisi del match: “Campo difficile e poca lucidità”
Analizzando a caldo la prestazione di Favara, Romairone ha tracciato un ritratto molto chiaro delle difficoltà incontrate dalla Reggina. L’ambiente caldissimo e le insidie di un terreno di gioco dove “il pallone non rimbalza bene” hanno condizionato la fluidità della manovra amaranto, costretta a fare i conti con un avversario pronto a giocare la “gara della vita”.
Tuttavia, al di là degli ostacoli strutturali, il direttore sportivo ha espresso un pizzico di rammarico per la gestione dei momenti chiave: se la capacità di reagire subito e poi riagganciare un pareggio quasi inaspettato dimostra il carattere del gruppo, è nell’assalto finale che è mancata la vera zampata. La richiesta di maggiore lucidità negli ultimi metri suona come un monito diretto alla squadra: per vincere un campionato d’eccellenza in campi così ostici, non basta raddrizzare le gare storte, ma serve il cinismo necessario per piazzare il colpo del KO quando l’inerzia torna a favore.
“Si sapeva potesse essere una partita complicata, contro di noi giocano la gara della vita, in questo campo il pallone non rimbalza bene. Siamo stati bravi a pareggiare subito, non siamo riusciti a sviluppare la manovra in maniera efficace. Nella ripresa il mister ha sistemato qualcosa, siamo passati in svantaggio; inoltre non c’era il sentore del pari, ma è arrivato in maniera particolare. Una volta sul pari bisognava essere lucidi e trovare un altro gol”
La gestione delle forze e la visione a lungo termine
Nel prosieguo delle sue dichiarazioni, Giancarlo Romairone fa un bagno di realtà sulla tenuta atletica e sulla gestione delle energie all’interno del gruppo amaranto. Le assenze forzate e l’impossibilità di ruotare gli uomini nei ruoli chiave hanno costretto diversi elementi agli straordinari, portando la squadra a viaggiare “in mezza riserva” in questa fase del torneo. Tuttavia, il direttore sportivo mantiene una visione lucida ed equilibrata: se da un lato non nasconde il rammarico per i due punti lasciati per strada, dall’altro lancia un messaggio di forte serenità all’intero ambiente. Ricordare che “il campionato si vincerà a marzo” serve a disinnescare ansie ed isterismi prematuri, focalizzando l’attenzione su un percorso di crescita graduale. La priorità immediata diventa ora il recupero delle energie mentali e fisiche, proiettando subito la testa alla prossima, insidiosa trasferta di Ragusa.
“C’era qualche assenza, non siamo riusciti a fare certe rotazioni e abbiamo tirato il collo a qualcuno. Dobbiamo restare lucidi e sereni, potevamo avere due punti in più, ma il campionato si vincerà e si vincerà a marzo. Siamo un po’ in mezza riserva, ma guardiamo già alla partita di Ragusa”.
La gestione della squadra: tra la scelta di Girasole e il colpo Bruno
Nel passaggio più caldo dell’intervista, il DS fa massima chiarezza sulla riorganizzazione della difesa, illustrando con estrema trasparenza i retroscena dell’addio di Domenico Girasole. La società amaranto ha tentato fino all’ultimo di trattenere il centrale, proponendogli garanzie per il presente e prospettive per il futuro, ma la volontà del calciatore di salire di categoria e cercare maggiore spazio ha prevalso. Di fronte a questa scelta, la dirigenza non si è fatta cogliere impreparata anziché subire passivamente la perdita, la Reggina ha reagito con tempestività chiudendo l’accordo con la Nissa per l’arrivo di Bruno. Un’operazione di livello che garantisce a mister Marchionni un profilo di pari spessore ed esperienza, trasformando la volontà di partenza di un singolo in un innesto immediato e di qualità per blindare la retroguardia amaranto.
“Lui aspirava a maggiore spazio; ha sofferto un po’, poi ha chiesto di andare via dato che aveva un’offerta da categoria superiore. Abbiamo cercato di convincerlo per restare, magari anche per il futuro, lui ha invece deciso di andare, noi prendiamo un altro calciatore. Con Bruno perfezioneremo nei prossimi giorni, abbiamo già parlato con la Nissa e abbiamo trovato un calciatore importante per sostituirne un altro importante. Non volevamo perdere Domenico, ma ha deciso così”
Chiusura del mercato: fiducia al gruppo e sguardo alla finestra invernale
Romairone ha inoltre voluto mandare un segnale chiaro e perentorio sull’assetto dell’organico amaranto. Sbarrando le porte ad ulteriori operazioni in entrata prima della riapertura ufficiale delle liste a metà stagione, il direttore sportivo ha ribadito la piena fiducia della società verso il gruppo a disposizione di mister Marchionni. La rosa viene giudicata abbastanza profonda e competitiva per affrontare le prossime tappe del campionato senza affanni o rincorse last-minute. Ogni eventuale aggiustamento o correzione di rotta viene quindi posticipato alla finestra invernale di dicembre e gennaio, quando la dirigenza valuterà con maggior lucida chiarezza lo stato di salute della squadra e le reali necessità del campo:“Non c’è mercato aperto per noi, la rosa è ampia e competitiva, sino a dicembre e gennaio non muoviamo nulla, poi valuteremo se serve qualcosa”.

