Al termine della vittoria ottenuta sul campo della Nissa, il difensore della Reggina, Edoardo Lancini, si è presentato in sala stampa per analizzare la prestazione della squadra e la propria prova personale, evidenziando il carattere del gruppo e l’importanza della forma mentis nei momenti di difficoltà.
Qualità della manovra, impatto fisico e la capacità di resettare
L’analisi di Lancini parte dalla grande qualità mostrata nel palleggio durante la prima frazione di gara, probabilmente una delle migliori espressioni di gioco espresse dalla Reggina in questo avvio di stagione. Sul piano difensivo e caratteriale, la capacità di ammettere un errore individuale senza farsi condizionare dimostra una forte tenuta mentale: in un campionato spigoloso come la Serie D, saper “resettare” subito dopo un passaggio a vuoto e far valere la propria fisicità sui duelli diretti con gli attaccanti avversari diventa fondamentale per trasmettere sicurezza e carisma a tutto il reparto.
“Ho fatto una buona partita, poi l’errore capita. Abbiamo fatto il miglior primo tempo sotto l’aspetto del palleggio. Io ho bisogno di dare la legnata all’attaccante avversario per mandare un segnale ai miei compagni. Ho fatto un errore e poi ho resettato. Nella mia carriera ho fatto tanti errori, ma mi sono sempre rialzato”
L’elogio all’appartenenza e al valore del gruppo
Oltre agli aspetti di campo, Lancini ci tiene a sottolineare il valore dell’identità e del senso di appartenenza all’interno dello spogliatoio. Il richiamo alla figura di Rosario Girasole rappresenta il riconoscimento dell’importanza di chi incarna i valori e i colori amaranto un punto di riferimento fondamentale per trasmettere ai nuovi arrivati, e a chi viene da fuori, il significato di indossare la maglia della Reggina e difenderla con orgoglio. Lui è molto attaccato a questi colori e siamo orgogliosi di averlo in squadra”.

