Al termine del match vinto al “Tomaselli” contro la Nissa, l’allenatore della Reggina, Marco Marchionni, si è presentato in sala stampa visibilmente soddisfatto per la prova di maturità offerta dai suoi ragazzi, capaci di conquistare tre punti fondamentali in una sfida sofferta e combattuta.
Vittoria di sofferenza, gestione tattica e gestione Under
Nelle parole di Marco Marchionni emerge prima di tutto la consapevolezza che, in un campionato ostico come la Serie D, il percorso di crescita di una squadra passa inevitabilmente attraverso la capacità di saper soffrire. L’affermazione sul bisogno di una “vittoria sofferta contro una grande squadra” testimonia la ricerca di una maturità caratteriale che fino a questo momento era mancata nei momenti di massima pressione. Sul piano squisitamente tattico, la Reggina ha dimostrato una prova di grande disciplina difensiva, la lettura della fase di non possesso è stata quasi impeccabile, riuscendo a disinnescare i principali punti di riferimento offensivi della Nissa e a limitare al minimo i rischi all’interno dell’area di rigore.
Allo stesso tempo, il richiamo ai correttivi sugli Under e al precedente di Modica dimostra la capacità del tecnico di analizzare gli errori passati per trasformarli in fattori di forza. L’inserimento strategico dei giovani nei ruoli chiave ha garantito il rispetto dei vincoli di regolamento senza intaccare la struttura, la densità in mezzo al campo e l’equilibrio complessivo dell’undici amaranto. È stata una vittoria di intelligenza e pragmatismo, dove la gestione dei momenti difficili ha legittimato appieno i tre punti conquistati sul campo.
“Sono contento di come è arrivata la vittoria; avevamo bisogno di vincere in maniera sofferta contro una grande squadra. Abbiamo controllato bene la loro fase offensiva e la vittoria è giusta. Ho fatto qualche piccolo cambio anche per la questione Under, la partita di Modica ci ha insegnato molto. I ragazzi ci tenevano tanto”
Risposta sul campo, carattere e reazione alle critiche
Oltre all’aspetto puramente tattico, le parole di Marco Marchionni toccano anche corde psicologiche fondamentali per il proseguo della stagione amaranto. Il successo conquistato a Caltanissetta assume infatti il valore di una vera e propria risposta alle critiche e ai dubbi che avevano accompagnato l’ambiente dopo il passaggio a vuoto contro il Trapani e il pareggio interno con la Vibonese. Dimostrare carattere e ritrovare i tre punti su un campo ostico come il “Tomaselli” significa spazzare via le incertezze, mettere a tacere gli scetticismi di chi ridimensionava i risultati ottenuti finora e ribadire con forza le reali ambizioni della Reggina in questo campionato.
Sul piano dell’atteggiamento e della tenuta mentale, il tecnico ha ribadito come la squadra abbia saputo isolarsi dalle voci esterne per concentrarsi sul lavoro quotidiano. Questa vittoria rappresenta un’iniezione di fiducia fondamentale: rispondere presenti ad uno snodo così delicato del torneo certifica la maturità del gruppo amaranto e la capacità di trasformare la pressione in energia positiva nei momenti chiave.
“È una vittoria che conta tanto perché qualcuno diceva che non abbiamo incontrato squadre importanti. Abbiamo risposto presente dopo il ko di Trapani e il pari contro la Vibonese”.
Il sacrificio delle punte e la gestione dei ritmi di gara
Sul piano dell’atteggiamento e della disciplina tattica, il tecnico della Reggina sottolinea un principio fondamentale del proprio credo calcistico: l’efficacia della fase difensiva dipende prima di tutto dall’attitudine del reparto avanzato. Il lavoro sporco, il primo pressing e la copertura delle linee di passaggio garantiti da Andrea Alma e Reis sono stati decisivi non solo per ostacolare la costruzione dal basso della Nissa, ma anche per alleggerire la pressione sul centrocampo e sulla linea arretrata.
Allo stesso tempo, soffermandosi sulla gestione del ritmo partita, Marchionni lancia un monito riguardo alla maturità del gruppo amaranto: la capacità di “addormentare” la gara nei momenti chiave per ammortizzare la reazione avversaria è un pregio prezioso, a patto però di mantenere un livello di concentrazione altissimo ed evitare disattenzioni o palloni persi che rischierebbero di rimettere in gioco l’avversario.
“Hanno lavorato bene, la prima difesa deve partire dagli attaccanti. Sono contento per Andrea, anche per Reis”.
“Sì, il gioco può anche essere addormentato, ma dobbiamo cercare di non regalare palloni agli avversari”.

