Andrea Magrassi – Foto Valentina Giannettoni

Al termine del successo conquistato in trasferta a Caltanissetta contro la Nissa, l’attaccante della Reggina, Andrea Magrassi, è intervenuto in sala stampa per commentare la prestazione personale e di squadra, sottolineando il grande carattere dimostrato dal gruppo amaranto.

Spirito di gruppo, mentalità e la rete decisiva

Oltre alle singole giocate di alta scuola, la Reggina ha dimostrato al “Tomaselli” di saper indossare i panni dell’umiltà e della sofferenza, trasformandosi in una vera e propria compagine “da combattimento”. Magrassi evidenzia come la qualità tecnica da sola non sia sufficiente per vincere in campi difficili come quello della Nissa: servono cinismo, cattiveria agonistica e la furbizia nel farsi trovare pronti al momento opportuno, proprio come accaduto in occasione del gol vittoria sull’imbucata di Domenico Girasole.

“Sarebbe sbagliato solo ad attaccarci al fatto che siamo una squadra di qualità, ma oggi abbiamo dimostrato di essere una squadra da combattimento. Contava farsi trovare pronti nel momento in cui ho ricevuto l’imbucata di Domenico Girasole. Cerco sempre di guardare il lato positivo delle cose e delle mie prestazioni”

Il gol, l’atteggiamento e il bene supremo della squadra

Per un centravanti la rete rappresenta da sempre l’ossigeno primario, ma nelle parole di Andrea Magrassi traspare una maturità calcistica che va ben oltre il personalismo. Riuscire a vivere la pressione della marcatura “alla leggera, senza assillo” è una dote rara in un ruolo spesso condizionato dall’ossessione del tabellino. L’attaccante amaranto dimostra di aver compreso appieno quale debba essere il vero spirito guida della Reggina in questa stagione; la priorità assoluta è il risultato del collettivo, indipendentemente da chi firma la zampata vincente.

Questo tipo di mentalità altruista si rivela un fattore determinante nello spogliatoio. Quando anche gli elementi di maggior spessore offensivo mettono da parte gli egoismi personali per mettersi al servizio dei compagni, si crea una coesione di gruppo capace di fare la differenza nei momenti più complessi del campionato. Che a risolvere la gara sia la punta di ruolo, l’inserimento di una mezz’ala o la svettata di un difensore su palla inattiva, per Magrassi ciò che conta è portare a casa i tre punti: una visione da leader silenzioso che rafforza le ambizioni della squadra di Marchionni.

“È molto importante per un attaccante, io cerco di viverla alla leggera, senza assillo. A volte segna una mezz’ala, ma conta solo la vittoria della squadra; se non segno per cinque-sei partite non fa nulla, se poi a segnare è un mio compagno”.